Novità scavi di Pompei, Narciso torna a “galla”

di Gabriele Vallarino 

Pompei è un continuo stupore. Gli scavi non finiscono mai di riportare alla luce tesori che cenere e lapilli hanno sepolto e conservato da quasi duemila anni. L’ultimo affioramento risale allo scorso febbraio ed è uno straordinario affresco di Narciso, la cui notizia sta facendo il giro del mondo.

Siamo nello scavo indicato come Regio V, dove, affacciata sulla via del Vesuvio, si trova una Domus di un cittadino ricco e alla moda che sceglie di addobbare il suo atrio con il mito più famoso di tutti i tempi. 

NARCISO TORNA A GALLA

«Si tratta di un affresco di ottima fattura e dall’interessante richiamo erotico – spiega Massimo Osanna, direttore scientifico Scavi Regio V nel Parco Archeologico di Pompei, oggi guidato ad interim da Alfonsina Russo – incorniciato da una parete ocra dorato e con uno sfondo che ritrae un paesaggio idilliaco, emerge il corpo statuario di un giovane Narciso, adagiato ai bordi dell’acqua, proteso verso il piccolo stagno, mentre un simpatico cane gli tira la veste, nell’inutile tentativo di richiamarlo alla caccia. Il dipinto è ben conservato ad eccezione del volto. Purtroppo la grande quantità di materiale piroplastico che con la furia dell’eruzione ha riempito la dimora ne ha quasi cancellato lo sguardo».

UNA DIMORA PIENA DI EROS

Tutta la casa è caratterizzata dal tema dell’eros. A cominciare dal corridoio (fauces) che precede l’atrio in cui è raffigurato, come spesso avveniva nelle dimore patrizie, il dio della fertilità Priapo, con un grande fallo, augurio di fecondità. Poi fra trompe-l’oeil architettotici, prendono il volo numerosi amorini, fanciulli alati simbolo di sensualità. 

Di sicuro il Narciso è il protagonista dell’atrio; un atrio molto imponente, con le pareti dipinte di porpora e ocra, classici colori pompeiani, a contrasto con l’alto zoccolo nero, ma il cuore della dimora resta la camera da letto che si cela dietro la parete del Narciso e dove risplende un altro capolavoro, “Leda e il cigno”.

La sensuale regina Leda ha un drappo d’oro che la copre parzialmente e tra le sue gambe si posa il potente Zeus che per possederla si è trasformato in un grande cigno bianco. «Anche questo affresco è frutto di una recente scoperta avvenuta qualche mese fa, e dalla “mano” si può ipotizzare che l’autore sia lo stesso del Narciso – commenta Osanna – le decorazioni dell’atrio fanno pensare che esso sia un po’ l’introduzione alla stanza nuziale».

UN RESTAURO A METÀ

Tuttavia questa notizia incredibile del ritrovamento non porta con sé un totale lieto fine: la dimora sarà aperta al pubblico, ma l’atrio resterà parzialmente restaurato. Già, perché lo scavo di questa dimora non rientra nei piani del Grande Progetto Pompei. Il Narciso è stato un inaspettato regalo, un positivo “incidente di percorso”. Infatti, quando è stato scoperto l’affresco di Leda e il cigno, visto il particolare pregio dell’alcova, si è deciso che per poter inserire la stanza nel percorso di visita fosse necessario risistemare l’atrio e mentre si lavorava è sbucato il Narciso. 

Ma non solo, nel sottoscala della domus, gli archeologi hanno trovato tanti oggetti di uso quotidiano: brocche, anfore, utensili da cucina, persino un imbuto in ferro. Materiale che «ci dice qualcosa di più sul proprietario, forse era un commerciante, forse un ex liberto ansioso di elevare il suo status sociale con il riferimento a miti della cultura più alta; è davvero un peccato che il proprietario di tanta magnificenza non abbia ancora un nome». 

E per il momento un nome non lo avrà. Gli scavi non proseguiranno e questo mistero si va ad aggiungere agli innumerevoli che la lava ha “immobilizzato” e consegnato ai giorni nostri, con la speranza che dalla passione degli archeologi e dall’impegno delle istituzioni possano, sempre di più, essere svelati.

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